sabato, 14 luglio 2007 ore 23:50
Narcotizzata dalla confusione.
Le désordre régnait dans ma tête, dans mon coeur.
Anestetizzata dalla tristezza.
La tristesse régnait dans ma tête, dans mon coeur.
Intorpidita dall’evoluzione di me stessa.
La nouveauté régnait dans ma tête, dans mon coeur.
Provo a distrarmi.
Non riesco a relazionarmi.
Torno a casa.
La mente non coordina la semplice logica delle parole.
Quel guazzabuglio del cuore umano sussulta agitato nella mia cavità toracica.
Gli occhi a spillo soffrono davanti rapide visioni violente non sense.
Mi sono fottuta gli ultimi neuroni sani rimasti nel mio tessuto nervoso.
Mi sono fottuta quella pseudo tranquillità che caratterizzava stranamente quest’ultimo periodo.
Mi ritrovo sofferentemente caotica davanti a un bivio.
La mia monotona assicurata felicità.
La mia possibile avvincente e intrigante felicità.
Con un piede sulla terra, e uno nel vuoto.
La novità, la diversità, mi chiama.
Il rischio mi frena.
Sarà che ho livelli di emoglobina molto bassi, e difficilmente le cicatrici si rimarginano.
Sarà che nuove sensazioni mi dominano.
Sarà che una insistente domanda si insinua tortuosa nei meandri della ragione:
MAIS LE JEU, NE VAUT PAS LA CHANDELLE?
Voglio abbandonarmi.
Sound Track: Emma Shaplin - Celtica
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giovedì, 05 luglio 2007 ore 19:53
On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses.
On me dit que le temps qui glisse est un salaud que de nos chagrins
Il s'en fait des manteaux pourtant quelqu'un m'a dit...
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martedì, 03 luglio 2007 ore 03:04
Stai attenta.
Fermati.
Guardati intorno.
Nulla è reale.
Non credo vorrei mai essere un orologio.
Pensa che noia scandire ogni secondo.
Sempre con lo stesso ritmo.
Stai attenta.
Fermati.
Guardati intorno.
Nulla è reale.
I colori della notte sono i più belli.
Sono intrisi di contrasti.
Come un bel gatto nero dagli occhi demoniaci, che dal basso di uno scalino guarda dinnanzi a se una madonna di bronzo.
Stai attenta.
Fermati.
Guardati intorno.
Nulla è reale.
La città dorme.
Io no.
La notte è stata creata per essere amata.
La notte è stata creata per dar pace alle povere, tormentate, anime come la mia.
Stai attenta.
Fermati.
Guardati intorno.
Nulla è reale.
Voglio oscillare.
Voglio ondeggiare su armonie acide.
Voglio sentire me stessa.
Stai attenta.
Fermati.
Guardati intorno.
Nulla è reale.
Sound Track: Portishead - Numb
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venerdì, 29 giugno 2007 ore 23:02
Questa sera:
- mi strapperei il cuore dal petto;
- venderei la mia anima al diavolo, ma anche a qualche malaugurato passante;
- andrei a far marchette;
- picchierei fino alla morte qualcuno;
- inalerei talmente tanto opium da cadere in un dolce sogno e non svegliarmi piu;
- prenderei il primo aereo, il primo treno, la prima nave, il primo camion e verrei da te;
- racconterei a qualcuno la mia vita;
- piangerei tutte le lacrime soppresse
Ma invece:
- lascio che la rabbia mi corroda il sistema nervoso;
- inalo opium ma no mi addormento;
- guardo la luna e la invidio.
La tristesse de la vie
Sound Track: Dimmu borgir - Burn in Hell
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sabato, 23 giugno 2007 ore 00:58
Io non Tollero Freni di Nessun Genere.
Ho sempre fatto quel che mi passa per la testa.
E quando dico sempre, dico Sempre.
Ricordo una volta, adolescente, briosa ed esuberante, scoprendomi abbastanza brava a maneggiare bombole spray su vecchi muri diroccati, iniziai ad andare in giro con le “Montana” nello zaino.
Nel piccolo paese, c’erano molte di quelle case vecchie e abbandonate.
Pensavo che un po’ di colore non le avrebbe rovinate.
Iniziai a lasciare il mio segno.
Un po’dappertutto.
Wild Style dai colori frizzanti.
Poi mi beccò la polizia.
Mi portano in questura.
Solite formalità del cazzo.
Dopo 25 minuti contati di swatch, la facciata principale della questura, si ritrovò con un bel colorato wild style accanto all’entrata.
Io non Tollero Freni di Nessun Genere.
Ho sempre fatto quel che mi passa per la testa.
E quando dico sempre, dico Sempre.
Ricordo una volta, poco più che adolescente, curiosa e avida di conoscere nuove sensazioni, inalai fino alla sostanza grigia, piacevoli sostanze alcaloidi che mi catapultarono nel mio personnel pays des merveilles.
Dopo quell’esperienza, iniziarono reiterati trip sensoriali, accompagnati da demoniache possessioni musicali.
Portishead e Massive Attack hanno violentato furiosamente la mia mente.
Io non Tollero Freni di Nessun Genere.
Ho sempre fatto quel che mi passa per la testa.
E quando dico sempre, dico Sempre.
Ricordo una volta, quasi “adulta”, desiderosa e vogliosa di veemente carnosità, legai il mio compagno di giochi ad una sedia.
Il suo corpo scoperto e il suo sesso ansioso di esser coccolato da voluttuose labbra.
La cera cocente sulla sua epidermide.
Le mie unghia cattive sotto la sua epidermide.
Il nero nerbo a castigare la sua lussuriosa epidermide.
Io non Tollero Freni di Nessun Genere.
Ho sempre fatto quel che mi passa per la testa.
E quando dico sempre, dico Sempre.
Adesso, adolescente, poco più che adolescente, quasi “adulta”.
Briosa ed Esuberante.
Curiosa e Avida.
Desiderosa e Vogliosa.
Non ricordo.
Non penso.
Non voglio.
Momento di catarsi.
Sound Track: Portishead - Roads
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venerdì, 22 giugno 2007 ore 01:19
L’eccessivo caldo secco misto alle esalazioni di oppio, mi fa male.
Nausea.
La pelle ambrata sa ancora di hammam.
Il sudore gocciola sul seno lasciato libero sotto uno straccetto blu notte.
Nicotinicamente cerco di svagarmi.
La notte sopra di me.
Voglia di scoparti non so quante volte.
Voglia di sentire il tuo odore.
Voglia di legarti i polsi fino a lasciarne il segno.
Disteso nudo su uno scuro futon.
Legato ai polsi, disteso nudo su uno scuro futon, accarezzato da un giglio.
Ti voglio.
Le mani scivolano sui seni sudati lasciati liberi sotto uno straccetto blu notte.
Accarezzano morbide curve e scendono lievi.
Scendono fino al mio sesso.
Ti voglio.
Cazzo quanto ti voglio.
Sound Track: Trans Global Underground - A tongue of Flame
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giovedì, 21 giugno 2007 ore 00:51
Saranno circa 10 giorni che sono tornata a casa.
Fa sempre piacere rivedere la propria terra.
I vecchi amici.
I luoghi che rimembrano al cuore e alla mente miriadi di sensazioni, emozioni, ricordi lontani che però adesso sembrano così vicini…
La mia è una gran bella terra.
Sicilia.
E insultateci quanto volete, saremo pure terroni, saremo pure molto conosciuti all’estero a causa della mafia e della digressione anziché della progressione, ma la mia è una gran bella terra.
Un isola dalle mille testimonianze storiche e artistiche.
Un isola bagnata da uno splendido mare.
Un isola piena di odori, di colori, di paesaggi, di calore.
Ho iniziato la mia stagione estiva al solito lido, Riserva dello Zingaro, sempre più bella, sempre più affascinante.
Il clima è stato favorevole non solo all’abbronzatura, ma anche alle partite di beach volley, le immersioni, le escursioni fra terra e mare che non finiranno mai di stupirmi.
Meraviglioso.
Dormire in terrazza sotto le stelle, vista mare, illuminata solo dai pallidi raggi di luna e stelle.
Svegliarsi al mattino fra l’inebriante odore di ginestre e cisto.
Rinascita dei sensi.
Palato deliziato dalle specialità culinarie, dolce e salato, non fa differenza, è tutto così buono.
Adesso, piccola tappa nella la campagna dell’entroterra più arido, ma non per questo brutto, anzi molto caratteristico, e poi si riparte per un tour fra ogni punta di terra, fra ogni spiaggia, da quella rocciosa di Giardini, a quella “caraibica” di Giallo.
Non vedo l’ora.
Sound Track: Massive Attack - Tear Drop
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lunedì, 18 giugno 2007 ore 01:26
<< Ecco una marmellata verde, singolarmente odorosa, talmente odorosa che provoca una certa repulsione, come farebbe, del resto, ogni odore sottile portato alla sua massima forza e per così dire densità. Prendetene una quantità grande come una noce, riempitene un cucchiaino, e possedete la felicità; la felicità assoluta con tutte le ebbrezze, tutte le follie della gioventù, e anche le sue infinite beatitudini. Ecco la felicità, sotto forma di una piccola porzione di marmellata; prendetene senza paura, non si muore; gli organi fisici non ne ricevono nessun grave inconveniente. Forse la vostra volontà ne sarà sminuita, ma questo è un altro discorso.
Causa nell'uomo un'esasperazione della personalità e parimenti una viva percezione delle circostanze e degli ambienti, converrebbe non sottoporsi alla sua azione se non in ambienti e circostanze favorevoli. Come ogni gioia, ogni benessere si manifestano dilatati, così ogni dolore, ogni angoscia sono immensamente profondi. Se dovete sbrigare qualche faccenda spiacevole, se il vostro spirito propende allo spleen, se avete una cambiale da pagare, non fate da soli una simile esperienza.
Per quanto possibile, occorre un bell'appartamento o un bel paesaggio, uno spirito libero e spigliato, e alcuni complici il cui temperamento intellettuale sia vicino al vostro; e perché no, anche un po' di musica.
Idee più semplici prendono una fisionomia bizzarra e nuova.
Questa allegria è proprio insopportabile anche a voi che la provate; ma è inutile opporsi. Il demone vi ha invaso; tutti gli sforzi che farete per resistere non serviranno che ad accelerare il progredire del male. Ridete della vostra stupidità e della vostra follia; i vostri compagni vi ridono sotto il naso, e non ce l'avete con loro, perché la benevolenza comincia a manifestarsi.
Questa languida allegria, questo malessere nella gioia, questa insicurezza, questo oscillare dell'alterazione dura generalmente poco.
In pochi minuti i nessi delle idee divengono così vaghi, i fili che tengono uniti i vostri concetti sono così tenui, che possono capirvi soltanto i vostri complici, i vostri correligionari. I vostri folleggiamenti, i vostri scoppi di risa appaiono il colmo della stupidità a chiunque non sia nel vostro stesso stato.
La saggezza di questo infelice vi diverte oltre misura, il suo sangue freddo vi spinge agli ultimi confini dell'ironia; vi appare il più folle e il più ridicolo di tutti gli uomini. Quanto ai vostri compagni, vi intendete perfettamente con loro. Ben presto vi intendete solo con gli occhi. In effetti è una situazione abbastanza comica quella di uomini che godono di un'allegria incomprensibile per chi non si trova nei loro stesso mondo. Hanno una profonda compassione di lui. Da quel momento, l'idea di superiorità avanza all'orizzonte del vostro intelletto. Presto crescerà smisuratamente.
La seconda fase si preannunzia con una sensazione di freddo alle estremità, una grande debolezza; avete, come si dice, mani di pasta, una pesantezza di testa e uno stordimento generale in tutto il vostro essere. Gli occhi si dilatano, sono come afferrati, in tutti i sensi, da un'estasi implacabile. Il volto si riempie di pallore, e diviene livido e verdastro. Le labbra si contraggono, si accorciano e sembrano voler ritirarsi all'interno. Vi sfuggono dal petto sospiri rochi e profondi, come se la vostra antica natura non potesse sopportare il peso di quella nuova. I sensi acquistano un'acutezza e un'intensità straordinarie. Gli occhi squarciano l'infinito. L'orecchio coglie i suoni più impercettibili in mezzo ai rumori più acuti.
Le allucinazioni cominciano. Gli oggetti esterni assumono apparenze mostruose.
Si compiono le più singolari ambiguità, le più inesplicabili trasposizioni di idee. I suoni hanno un colore, i colori una musica. Le note musicali sono numeri e risolvete con rapidità fulminea via via che la musica fluisce nel vostro orecchio calcoli aritmetici che hanno del prodigio. Siete seduti e fumate; credete di essere seduti sulla vostra pipa, e siete voi che la vostra pipa fuma; siete voi che vi esalate sotto forma di nuvole azzurrognole.
Si vivono parecchie vite d'uomo nello spazio di un'ora. È proprio questo il soggetto di La peau de chagrin. Non c'è più equazione tra organi e godimento.
Ogni dolore è scomparso. Non lottate più, siete trasportati, non siete più padrone di voi stessi e non vi affliggete. Fra poco l'idea del tempo scomparirà completamente. Ancora, di tanto in tanto, un breve risveglio. Vi sembra di uscire da un mondo meraviglioso e fantastico.
Altre volte la musica vi racconta poemi infiniti, vi introduce in drammi spaventosi o fatati. Si associa con gli oggetti che sono sotto i vostri occhi.
È la meritata punizione dell'empia prodigalità con cui avete fatto un così grande dispendio di fluido nervoso. Avete gettato la vostra personalità ai quattro venti, e adesso fate fatica a raccoglierla e a concentrarla.
Non voglio affermare che l'hascisc produca su qualsiasi persona tutti gli effetti che ho descritto. Ho raccontato pressappoco i fenomeni che generalmente si producono, salvo qualche variante, nelle menti artistiche e filosofiche.
«O giusto, sottile, possente oppio! Tu che nel cuore del povero come del ricco, alle ferite che mai si cicatrizzeranno e alle angosce che inducono la mente alla ribellione, offri un balsamo che lenisce; oppio eloquente! tu che, con la tua possente retorica, rendi inermi le decisioni della rabbia, e che, per una notte, rendi all'uomo colpevole le speranze della gioventù e le sue mani di una volta pure di sangue; tu che offri all'uomo orgoglioso un effimero oblio!
Di torti irreparati, di invendicati insulti >>
Adagiata su un letto di serici cuscini, mi domando dunque, dopo tutto questo pseudo excursus letto, dimostrazione solo del viaggio che sto già intraprendendo, se quel vecchio libro di latino, che in due anni non ho mai toccato, valga effettivamente 45,67€…
La prima volta che ho usato quel libro, è stata qualche minuto fa…
Per ammazzarci una zanzara però..
Mha?
Sound Track: Korn – Coming Undone
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giovedì, 07 giugno 2007 ore 23:48
Piacevole serata dalle atmosfere orientali.
Buona la cucina, ottimo il vino.
Ma adesso sono stanca.
Mi fanno male le gambe, e Bacco inizia a giocherellare con la mia percezione visiva.
Mi aspettano seriche lenzuola e pagine dostoevskijane.
Bonne nuit a tout le monde.
A bientot
Sound Track: Massive Attack - Live with me
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martedì, 05 giugno 2007 ore 22:50
Ti fai chiamare Puttana.
Ti fai sbattere con la faccia contro il muro.
Ti fai spingere la testa su quel sesso così coriaceo.
E gli schiaffi ti arrossano le natiche.
Ti piace farti chiamare Puttana.
Ti piace farti sbattere con la faccia contro il muro.
Ti piace farti spingere la testa su quel sesso così coriaceo.
E ti piacciono pure quegli schiaffi che ti arrossano le natiche.
Eppure, così lussuriosa e carnale
Eppure così viziosa e impudica
Eppure così vogliosa…
Ti mancano certe dolcezze.
Ti mancano i godimenti sentimentali.
Mi manca quella sigaretta oppiacea fumata con la testa adagiata sul tuo petto così virile.
Mi mancano quei momenti di perdizione mentale, dolcemente aggrappata al tuo corpo.
Mi manca chiudere gli occhi e sentirmi così sicura e protetta, e amata, nel buio della notte.
Mi mancano le tue dita così leggiere che mi carezzano centimetro per centimetro mentre abbandono debolmente la quotidianità della vita per rifugiarmi nella tanto cara dimensione onirica.
Mi manca svegliarmi la mattina e non trovarti accanto.
La distanza, sta logorando e rinforzando il nostro rapporto.
Connubio perfetto.
Penso, che dovranno trascorrere ancora 51 giorni e poi...
Poi sarai mio, giorno e notte.
E potrò fumare l’oppiacea sigaretta adagiata sul tuo petto, e potrò perdermi mentalmente aggrappata al tuo corpo, e chiudere gli occhi sicura, protetta e amata, e ancora sentire le tue dita carezzarmi, e svegliarmi al mattino accanto a te.
Non vedo l’ora ma vie.
Je t’aime vraiment tres fort.
Sound Track: Massive Attack - Mezzanine
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